Allenatori, atleti e molti professionisti dello sport sono convinti, per esperienza, che un massaggio aumenti il flusso di sangue, riduca la tensione muscolare e l'eccitabilità nervosa, e lasci una sensazione di benessere. È l'apertura della rassegna che Weerapong, Hume e Kolt hanno pubblicato su Sports Medicine nel 2005. Il resto dell'articolo serve a non scambiare questa convinzione per un fatto già misurato.
Quattro strade, non quattro certezze
Gli autori organizzano i meccanismi in quattro famiglie. Quella biomeccanica: la pressione meccanica dovrebbe rendere il muscolo più cedevole, aumentare l'arco di movimento e ridurre la rigidità passiva e attiva. Quella fisiologica: la stessa pressione potrebbe alzare la pressione nelle arteriole e quindi il flusso, e l'attrito delle mani alza la temperatura del muscolo; cambiano anche segni di attività parasimpatica e livelli ormonali, cortisolo compreso, in una risposta di rilassamento. Quella neurologica: a seconda della tecnica, la pressione può aumentare o ridurre l'eccitabilità nervosa, misurata per esempio con il riflesso di Hoffmann. Quella psicologica: meno ansia e un umore migliore, che di per sé rilassano.
Sono spiegazioni attese, non risultati garantiti. La rassegna lo dice con una franchezza rara nelle pagine di prodotto. Sul massaggio prima dello sforzo, come aiuto alla prestazione o come prevenzione degli infortuni, la ricerca è limitata. Sul massaggio tra una gara e l'altra, usatissimo perché «dovrebbe» accelerare il recupero, i dati scientifici a sostegno sono pochissimi. Dove le prove sono più concordi è sul piano psicologico del recupero. Dopo lo sforzo, il massaggio può ridurre la severità dell'indolenzimento muscolare. Non recupera, però, la perdita di funzione del muscolo.
Restano opachi anche i dettagli pratici: quale manovra (petrissage, effleurage, frizione), e se farla prima o dopo lo sforzo. I meccanismi di ogni tecnica non sono stati studiati abbastanza. La raccomandazione finale degli autori è ulteriore ricerca, non un protocollo da copiare su una fascia.
Vibrazione di tutto il corpo, altro esperimento
Accanto al massaggio circola un secondo filone: la whole-body vibration, la pedana su cui si sta in piedi mentre la macchina oscilla. Ne esistono rassegne e meta-analisi, anche in persone con artrosi del ginocchio. Quei lavori rispondono a una domanda diversa. C'è un esercizio, una postura, una frequenza della pedana, un tempo di esposizione. Non c'è una resistenza cucita in un tessuto e appoggiata alla pelle del ginocchio mentre si è seduti sul divano.
Trasferire un risultato dalla pedana alla fascia è un salto. La fascia Motirel dichiara un massaggio vibrante insieme al calore. L'abbinamento può essere gradevole: il caldo, come ricorda anche la fisiologia della termoterapia, rende più cedevoli i tessuti molli, e una vibrazione leggera aggiunge un ritmo. Gradevole non significa misurato. Non esiste, nelle fonti di questa pagina, uno studio che attribuisca a questo modello una riduzione dell'infiammazione articolare o un recupero più rapido dopo un infortunio.
Cosa resta lecito aspettarsi
Resta lecito aspettarsi ciò che la rassegna considera plausibile e in parte sostenuto: una sensazione di rilassamento, forse meno indolenzimento muscolare dopo uno sforzo, senza un recupero automatico della forza. Non è lecito aspettarsi che il velcro «faccia circolare il sangue nell'articolazione» come se la cartilagine, priva di vasi propri, venisse irrorata dal di fuori. Il flusso di cui parlano Weerapong e colleghi è quello del muscolo sotto le mani, non il liquido sinoviale.
La fascia si regola fino a 53 cm e si può spostare su polpaccio, coscia o braccio. È un uso da scheda tecnica. Se il ginocchio è stato operato da poco, se c'è una ferita, una sospetta trombosi o un dolore nuovo e intenso, il massaggio e il calore non sono il primo gesto: lo è una valutazione medica. Il rilassamento può aspettare.
Weerapong P, Hume PA, Kolt GS. The mechanisms of massage and effects on performance, muscle recovery and injury prevention. Sports Med. 2005;35(3):235–256. doi.org/10.2165/00007256-200535030-00004
La rassegna discute massaggio manuale nello sport. Non studia dispositivi vibranti indossabili. Le meta-analisi sulla whole-body vibration riguardano un altro intervento e non sono una prova di efficacia della ginocchiera.
Nota. Testo informativo. Il massaggio vibrante di Motirel non è stato l'oggetto dello studio di Weerapong, Hume e Kolt.