La cartilagine articolare è il rivestimento delle articolazioni che si muovono, le diartrosi. Nel ginocchio copre le estremità di femore e tibia e la faccia della rotula che vi scivola contro. Sophia Fox, Bedi e Rodeo, in una rassegna del 2009 su Sports Health, ne fissano il compito in una frase: offrire una superficie liscia e lubrificata, e trasmettere i carichi con un attrito molto basso. Sembra poco. È il motivo per cui si può camminare per anni senza sentire l'osso contro l'osso.

Lo spessore, nel loro testo, sta fra i 2 e i 4 millimetri. Dentro non ci sono vasi sanguigni, vasi linfatici né nervi. È un ambiente meccanico duro, e la conseguenza più importante è questa: la capacità di guarire da sola è limitata. Conservare l'architettura della cartilagine conta più che immaginare di ricostruirla dopo che si è persa. Una lesione di questo tessuto è una causa riconosciuta di problemi muscoloscheletrici, e ripararla è difficile per il paziente, per il chirurgo e per il fisioterapista insieme.

Poche cellule, molta acqua

A differenza di un muscolo, la cartilagine è quasi tutta matrice. Le cellule, i condrociti, sono rade. Intorno hanno una matrice extracellulare fatta soprattutto di acqua, collagene e proteoglicani, più una quota minore di altre proteine. L'acqua è il componente più abbondante: fino a circa l'80% del peso umido, con una quota che scende procedendo dalla superficie verso la profondità, da circa l'80% al 65%. Gli ioni — sodio, calcio, cloruro, potassio — stanno disciolti in quell'acqua.

Il flusso dell'acqua nella cartilagine e attraverso la superficie serve a due cose. Porta nutrienti ai condrociti e partecipa alla lubrificazione. Sotto carico, molta di quell'acqua si sposta. La resistenza allo scorrimento è alta, la permeabilità del tessuto è bassa, e proprio questa combinazione — acqua in pressione più resistenza al flusso — permette alla cartilagine di reggere carichi pari a più volte il peso del corpo. Non è un cuscino inerte. È un materiale che vive di fluido in movimento.

I condrociti, pochi, sono comunque loro a mantenere la matrice. La rassegna li colloca in zone diverse, dalla superficie fino allo strato calcificato che confina con l'osso. Se quelle cellule non ricevono nutrienti, o se il carico diventa caotico perché un menisco o un legamento non guida più il movimento, la matrice cambia. Il ginocchio che «si consuma» è spesso questo: un fallimento di manutenzione, non un'unghia che si lima.

Perché una fascia non entra lì dentro

Il calore e il massaggio di una ginocchiera arrivano dalla pelle. Attraversano grasso e muscolo. Non sono un'iniezione nella matrice e non sostituiscono il liquido che nutre i condrociti. Sapere che la cartilagine non ha nervi propri aiuta anche a leggere il dolore: quando fa male, il segnale viene da tessuti vicini che i nervi li hanno — membrana sinoviale, osso, legamenti, muscoli — non dalla cartilagine stessa, che di nervi è priva.

Questo non rende inutile un conforto esterno. Rende preciso il suo indirizzo. Si può allentare un quadricipite contratto e sopportare meglio i primi passi del mattino. Non si può, con una resistenza elettrica nel tessuto della fascia, rifare i proteoglicani. La rassegna di Sophia Fox e colleghi è utile proprio perché toglie questa illusione senza togliere il rispetto per il tessuto: è sottile, è senza vasi, e tiene in piedi la camminata finché la sua architettura resta in ordine.

Chi vuole il quadro clinico dell'artrosi, quando questa architettura non tiene più, lo trova nel seminario di Hunter e Bierma-Zeinstra. Chi vuole sapere cosa il calore può fare ai muscoli intorno, e non alla cartilagine, lo trova nella pagina sulla termoterapia.

Sophia Fox AJ, Bedi A, Rodeo SA. The basic science of articular cartilage: structure, composition, and function. Sports Health. 2009;1(6):461–468. doi.org/10.1177/1941738109350438

Dati ripresi dalla rassegna: spessore 2–4 mm, assenza di vasi, linfatici e nervi, guarigione intrinseca limitata, acqua fino a circa l'80% del peso umido, matrice di collagene e proteoglicani, condrociti radi, lubrificazione e trasmissione dei carichi. Parafrasi, non citazione estesa.

Nota. Testo informativo di anatomia. Non descrive un effetto della ginocchiera Motirel sulla cartilagine.