L'osteoartrosi, la forma di artrosi più discussa quando il ginocchio fa male salendo le scale, è una delle grandi cause di disabilità negli adulti più anziani e un costo sociale che cresce. È la frase con cui Hunter e Bierma-Zeinstra aprono il seminario pubblicato su The Lancet nel 2019. Aggiungono un dato di contesto, non una cura: con una popolazione più anziana e più spesso in sovrappeso, la sindrome è più diffusa che nei decenni precedenti.
Il ginocchio è l'articolazione in cui questo peso si sente subito. Non perché sia l'unica colpita — anche anca e mani entrano nel quadro — ma perché ogni passo carica femore e tibia attraverso una superficie piccola. Quando quella superficie non distribuisce più il carico come prima, il dolore non resta un fatto «della cartilagine». Cambia il modo di camminare, di alzarsi da una sedia, di restare in piedi al mercato.
Il seminario insiste su un punto che contraddice l'abitudine di chiedere subito una lastra. La diagnosi di osteoartrosi è clinica. Le immagini si usano molto, spesso più del necessario. Una radiografia può mostrare uno spazio articolare ridotto in una persona che cammina senza grande fastidio, e può sembrare discreta in un'altra che non riesce a scendere le scale. Il dolore ha una sua biologia, che gli autori dicono di comprendere meglio rispetto al passato, e non coincide in modo semplice con il danno visibile.
Da qui discende la gestione. Non è uguale per tutti. Va adattata alla persona che si ha davanti e poggia su trattamenti di base: imparare a gestire il disturbo, l'esercizio, e la perdita di peso quando il peso è parte del problema. Non è un elenco di conforto. È ciò che il seminario mette prima di qualsiasi gesto invasivo. La chirurgia, protesi compresa, è da riservare a chi non ha risposto in modo adeguato a misure meno invasive.
Sulla modifica della malattia gli autori sono prudenti e aperti insieme. Prevenzione e terapie capaci di cambiare il corso dell'osteoartrosi sono campi di ricerca con potenzialità, non un prodotto già risolutivo da indicare in una scheda commerciale. Nel 2019 il cuore della pratica restava sintomatico e riabilitativo: far funzionare meglio il ginocchio che c'è, non promettere di restituire una cartilagine nuova.
Dove sta il calore, in questo quadro
Il seminario non studia fasce riscaldate e non cita Motirel. Il calore locale, semmai, può stare tra gli strumenti di conforto che una persona usa mentre fa le cose che il lavoro di Hunter e Bierma-Zeinstra mette al centro: muoversi, capire il proprio dolore, non saltare direttamente a un intervento. Una fascia a tre temperature non è esercizio, non è un programma di calo ponderale e non è una valutazione specialistica.
Ha un posto più modesto. Se il ginocchio è rigido al risveglio e un medico non ha detto di evitare il calore, una seduta breve può rendere meno ostile il momento in cui si inizia a camminare. Questo è un uso domestico. Non è la «cura di base» descritta nel Lancet, e non va raccontato come se lo fosse.
Cosa questo articolo non può dire
Non dice quanti millimetri di cartilagine recupererete. Non dice che il massaggio vibrante modifica l'osso sotto la cartilagine. Non sostituisce il medico se il ginocchio è caldo, bloccato, molto gonfio, o se il dolore è cominciato dopo una caduta. In quei casi la priorità è la diagnosi, esattamente l'atteggiamento clinico che il seminario difende contro l'eccesso di immagini e di scorciatoie.
Per il tessuto che si usura, e per il motivo per cui fatica a ripararsi, la lettura successiva è l'anatomia della cartilagine. Per il calore in quanto calore, con numeri di studi e con i loro limiti, c'è la pagina sulla termoterapia.
Hunter DJ, Bierma-Zeinstra S. Osteoarthritis. Lancet. 2019;393(10182):1745–1759. doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30417-9
Sintesi fedele al seminario: disabilità negli anziani, aumento con età e obesità, diagnosi clinica, cure di base (educazione, esercizio, calo di peso), chirurgia solo dopo il fallimento di misure meno invasive, ricerca su prevenzione e disease modification. Non è una trascrizione del testo.
Nota. Testo informativo. Non è un parere medico e non descrive una sperimentazione sulla ginocchiera Motirel.